Drunk Beard
Piccolo Crochet nel Gros-de-Vaud.
Ci sono giorni in cui la vita è più incantevole di altri. Del resto, questo martedì 8 febbraio, tutto concorre a renderla una bella giornata. La notte è stata lunga e tranquilla, il sole canta il risveglio e tiene la giornata sveglia con il suo splendore. Era da un po’ che non lo vedevamo così felice. Per coronare il tutto, oggi andiamo a visitare DrunkBeard! Una squadra di 5 persone – leggermente ridotta dal trambusto della vita quotidiana – diventata poi una squadra di 3 (Dylan, Daniel e io) si mette in viaggio verso il Gros-de-Vaud e il famoso birrificio luppolato.
Questo evento non è frutto del caso. Ruben (birraio e fondatore di DrunkBeard) è passato al bar per portarci alcune birre con cui placare la crescente sete di chi ne ha bisogno. E, già che c’eravamo, abbiamo chiacchierato un po’.
- È freschissima, bisogna collegarla subito per godersela al meglio!
- Certo! Senti, mi piacerebbe scrivere degli articoli sui birrifici della zona, possiamo venire a trovarti?
- Certamente, inoltre sto preparando delle strategie pazzesche per il prossimo TTO!
- Fantastico!
Non ci voleva altro per ritrovarci.
E voilà, ci siamo. Il Box n. 15 è aperto e veniamo accolti calorosamente. Per prima cosa, Ruben dà il via alle presentazioni tra noi e il birrificio. Le presentazioni si svolgono in un’atmosfera cordiale e, per prima cosa, incontriamo l’imbottigliatrice. La birra artigianale ad alto contenuto di luppolo non si beve più in bottiglia e, dato che qui è la norma, era necessario effettuare la transizione.
Varchiamo la soglia ed eccoci in un birrificio che risplende di una lucentezza cromata. Alla nostra sinistra, 7 tini di fermentazione – sei da 500 litri e uno da mille – sono attualmente in funzione. Alla nostra destra, scale che salgono in alto e varie macchine utili alla produzione di queste pozioni. Si sentono i rumori rotondi delle bollicine che sfuggono qua e là, ma ovviamente ascoltiamo Ruben che ci racconta come è arrivato fin qui.
Tutto è nato da un regalo mai aperto. Uno di quei kit per la produzione casalinga di birra, regalato da sua moglie, a lungo lasciato in un angolo ma che, una volta aperto, si è trasformato in un vaso di Pandora dalle mille potenzialità. Il piacere è germogliato, bisogna piantare i semi. Inizialmente in una lavanderia a Morrens, dove trovano posto le piccole tinozze, così come i primi fallimenti e i primi successi.
Un passo dopo l’altro, la lavanderia diventa troppo piccola, si trovano nuovi locali in un’ex macelleria e il progetto si espande. Finché, alla fine, DrunkBeard inizia a sentirsi stretto. Cerca, senza trovare, dei locali a Morrens e alla fine è proprio qui a Echallens che il birrificio troverà il terreno fertile per le sue ambizioni. Viene ordinata l’attrezzatura adeguata, le pareti dei tini recano il marchio dell’orso, tutto è fatto su misura. Tutto è pronto per dare un tocco di luppolo alla vita romanda – e bam – ecco il Coco...
Beh, non è tutto negativo. Come un maestro Shaolin lontano dagli sguardi indiscreti, il birraio approfitta di questo periodo per affinare la sua maestria. I suoi strumenti sono cambiati, ma la sua mentalità è la stessa: produrre ottime birre che fanno venire l’acquolina in bocca anche a lui.
Soleil, il centro del nostro Galaxy
Abbiamo finito il giro all’interno, ed eccoci tutti davanti al Box a finire i nostri bicchieri (ho preso un’altra Troubled Hops alla spina, non guido!). Quest’anno DrunkBeard ha realizzato collaborazioni incredibili, una più pazzesca dell’altra, e a quanto pare non è finita qui. Proprio mentre scrivo questo articolo, la prossima è in fase di lavorazione tra amici. È fantastico! Non c’è niente di peggio che rimanere fermi: le collaborazioni, le birre one-shot e i vari esperimenti aiutano a non impantanarsi nella routine quotidiana. A proposito, DrunkBeard si è dedicato alle sour. La prima della sua collezione a vedere la luce, alla fine di novembre 2021, la Mango Sour, è nata da una carenza di lieviti specifici. A volte si maledice la mancanza, questa volta invece la salutiamo con favore. E tra l’altro, dopo aver assaggiato la DDH IPA, la NEIPA e la White IPA che ci riservavano i tini, intingiamo le labbra in questa famosa Mango Sour, sotto un sole magnifico. Visto che è così buona, chiedo a Ruben di rassicurarmi: ce ne saranno altre!
Un ultimo breve giro nei locali e nel magazzino e poi ci salutiamo, ognuno per la propria strada.
Grazie per la visita, grazie per la degustazione!
TTO alla Mise e il suo Folklor
Ah, sì! Forse dovrei parlarvi di questi progetti in cantiere e del prossimo TTO. Stanno per arrivare tre nuove birre One Shot, tutte a base di luppolo Strata e in stili diversi: una DDH IPA, una DDH DIPA e una NEIPA. Saranno pronte per il TTO di DrunkBeard il 10 marzo 2022 al bar della Mise En Bière. Ecco quindi qual era lo Stratagemma. Sarà un piacere brindare, sicuramente in piedi, al vostro, al suo e al nostro!
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